SKY WAY MONTEBIANCO, quando l'architetto/ingegnere si fa benefattore dell'umanità

Speciale
Giornata mondiale per la conservazione della natura 2026 
Festa liturgica Madonna della Neve

"L'ottava meraviglia del mondo" è al confine tra Italia e Francia a 3.466 metri s.l.m.

SKYWAY MONTE BIANCO, 
quando l'architetto/l'ingegnere si fa benefattore dell'umanità

Experience, più che impianto di funivia in alta quota. 
Accessibile a tutti, permette una full immersion 
'personalizzabile' a chi alpinista non è. 
Tra nuvole, neve, ghiaccio, cristalli, enogastronomia, libri...
lascia senza fiato e fa girare la testa

di Elisabetta Berliocchi B. 


Sublime, ciò che attrae e al contempo atterrisce, attira e spaventa. Quando quest'anno ho spiegato a scuola il concetto del "sublime", del "pittoresco", della natura percepita come ineguagliabile opera di Dio, parlando di pittura romantica (Turner, Constable, Friedrich...), non sapevo ancora che avrei sperimentato tutto questo tra nuvole e guglie di granito, di fronte a "la Dent du Géant ou l'Aiguille du Géant", a Dolonne, in Val Ferret e Val Veny, tra Courmayeur Chamonix





Siamo in estate, una torrida estate in Italia, e già vedere neve persistente, ghiaccio perenne all'intorno dà una sensazione di refrigerio, visibile e tangibile. Felpa e piumino sono quasi d'obbligo quassù, se si permane in vetta en plein air, vestendosi "a cipolla", cioè a strati ...layering! (https://www.trekking.it/i-nostri-consigli/vestirsi-a-cipolla-in-montagna/) Nell'essere tra questi bianchi picchi rocciosi, c'è la consapevolezza di vivere un'esperienza privilegiata, rara, forse unica per chi, come me, non è alpinista. Ti fa venire la voglia di raggiungere il suolo e affrontare percorsi fuori pista, sebbene pieni di insidie. Sì, perché questa da cui guardiamo la meraviglia del Creato, mentre scattiamo foto e giriamo video, non sembra una costruzione ingegneristica radicata a terra, ma un'astronave, l'astronave Skyway Montebianco, con le sue navicelle spaziali, le cabine sferiche, planata al confine tra Courmayeur e Chamonixa 3466 metri di altitudine, dove il biancore diventa accecante senza occhiali, consigliati su ogni sito per evitare ciò che chiamano "cecità da neve". I microcristalli che formano i fiocchi riflettono i raggi ultravioletti e, per esposizione prolungata, possono provocare danni alla cornea e alla pelle da proteggere opportunamente con crema solare.



Qui non bisogna salire senza preparazione adeguata e consapevolezza. Al di là della solidità e sicurezza della funivia, in mano agli esperti, è il proprio corpo che bisogna monitorare. Occorre chiedersi se ci si può permettere l'ascesa sulle cime a oltre 3000 metri, prevenire il mal di montagna, valutare i fattori di rischio, salire lentamente, consentendo al corpo di adattarsi gradualmente alla mancanza di ossigeno, bere acqua. 



Si parte dalla stazione di  Courmayeur /The Valley (Pontal d'Entrèves), a 1300 metri di quota, dove sono presenti parcheggi, biglietteria (per chi non ha prenotato e acquistato on line), deposito bagagli con locker, e il Café des Alpinistes. Si entra in una della cabine, che trasportano in pochi minuti (non ho cronometrato, incantata dallo splendore del panorama, ma sul sito ufficiale si legge: "circa 30 minuti: 2 tratte da 10 minuti ciascuna più una decina di minuti di stop per cambio cabina nella stazione intermedia del Pavillon") fino a 80 persone, in piedi, più un addetto dello staff, e salendo roteano impercettibilmente per permettere una visuale a 360°, tra la montagna, la valle e Courmayeur. Le persone con disabilità motoria e su sedia a rotelle possono accedere e raggiungere il "capolinea". 






La prima fermata è Pavillon/ The Montain, dove si sceglie se proseguire o restare e usufruire di tutte le opportunità a 2.173 metri. Chi continua, lo può fare al ritorno. Appena scesi (con scarpe da trekking, ça va sans dire!) è il panorama che colpisce per la bellezza della natura, a tratti brulla, adornata anche dal Giardino Botanico Saussurea, con circa 900 specie provenienti da tutto il mondo. In inverno invece è consigliato il Campo ciaspole, per una passeggiata sulla neve. Per i più piccoli c'è un bacino d'acqua, attorniato dall'incantevole scenario di montagna, da attraversare in equilibrio su una zattera, tirando una corda che passa in due anelli, fissati su due pali di legno parte dell' "imbarcazione" rudimentale. Se il sole fa sentire pesantemente la sua presenza, si può restare all'interno, scegliendo tra un'ampia gamma di locations e cose da fare, cose da vedere: un cappuccino e croissant o un aperitivo al Mountain Bar; il pranzo al Ristorante Alpino, che offre piatti della cucina valdostana reinterpretati in chiave moderna; la Montblanc Infinity Room, definita un "rifugio tecnologico" grazie al sound design immersivo, a immagini che scivolano su tre grandi led-wall, complice un gioco di specchi, realizzate da dronisti, fotografi e videomaker in un anno; l' Hangar 2173, per ripercorrere la storia della "funivia dei ghiacciai". Ideata negli anni 30' dal conte Dino Lora Totino, membro di una famiglia di industriali della lana nel biellese, è stata aperta dopo la guerra, nel 1947, oggi proiettata nel futuro grazie all'impianto a fune firmato dall'architetto Carlo Cillara Rossi (Studio Progetti - Architetto Carlo Cillara Rossi a Genova), realizzato in quattro anni sotto la direzione dell'ingegnere Marco Petrella di Dimensione Ingénierie, inaugurato nel 2015. "Un'idea", concretizzatisi nella realtà, "che permette di allargare gli orizzonti e superare i confini".
E allora arriviamo all'apice. 








...lo storico Rifugio Torino in primo piano a sinistra e Courmayeur in fondo alla valle, visti da una delle cabine dello Skyway, 
giunti in prossimità di Punta Helbronner, alla quale il rifugio è collegato da ascensori e tunnel pedonale...


Riprendendo la funivia si giunge Punta Helbronner/The Sky. Qui non ci sono parole per descrivere "il respiro del cielo", nonostante il necessario tempo di acclimatamento e, nel mio caso (donatrice di sangue regolare, in alcuni periodi con pressione bassa, soggetta a mal d'auto, mal di mare...), l'insorgere di certi sintomi come la sensazione che l'ossigeno non basti nei polmoni, una mancanza di pieno equilibrio statico, la percezione di capacità ridotte (Acclimatamento e alta quota: come affrontarli? I consigli delle Guide Alpine Italiane. L'aspetto medico) . Ad esempio, ho messo un po' di tempo a ricordarmi quali fossero i tasti giusti sulla reflex digitale per passare da una modalità all'altra e fare un video, salvo poi utilizzare altri due devices per sicurezza, nonché passare la macchina fotografica a chi era con me per gli scatti più belli.
E chissà cosa avranno provato Jacques Balmat, agricoltore, cercatore di cristalli, cacciatore di camosci, e Michel-Gabriel Paccard, medico e botanico, entrambi chamoniards, i primi a raggiungere la cima del Montebianco l'8 agosto 1786, nonché lo scienziato ginevrino Horace-Bénédict de Saussure, accompagnato in vetta l'anno dopo da Balmat. Se l'Alpinismo è dal 2019 patrimonio culturale immateriale dell'umanità, il massiccio del Monte Bianco è stato candidato dai Comuni di Courmayeur e Chamonix a patrimonio naturale e culturale Unesco. Skyway Monte Bianco non va considerata una "comoda scorciatoia", da turismo di massa e società consumistica del "mordi e fuggi", come i 'puristi' asseriscono, ma un'alternativa nella fruizione di un bene comune da preservare, una risorsa per il territorio, un'opportunità per far avvicinare chiunque alla "cultura della montagna". Un bene comune che nulla togliere all' alpinismo come scuola di vita, capace di trasmettere alle nuove generazioni il valore della fatica, della conquista, dell'impegno, del sacrificio, della sicurezza e del rispetto, ambientale e non, la consapevolezza del limite, la valutazione della propria preparazione fisica, la saggezza del passo indietro, la capacità di rinunciare ad arrivare in cima, l'accettazione della delusione e dell'errore, senza vergognarsene perché indice di maturità e di un avanzare con cognizione di causa, l'importanza del procedere insieme in cordata, della condivisione, la responsabilità di ognuno in gruppo e la fiducia verso chi ha più esperienza, la solidarietà, l'umiltà di misurare le proprie forze e la costanza di riprovare, l'autenticità... Mots-clés e concepts-clés che si trovano leggendo on line e demandando all' A.I. la ricerca, che però vanno verificati con cross-checking e fact-checking, integrati e soprattutto sperimentati sul campo, in questo e in altri ambiti. 


Monument au docteur Michel-Gabriel Paccard, scultura in bronzo di Jean-Loup Bouvier (fonderie Blanchet-Landowski), realizzata nel 1986 in occasione del bicentenario dalla salita in vetta al Monte Bianco. Chamonix, avenue Michel-Croz (Haute-Savoie). Foto scattata in loco. Fonte dati didascalia: Monument au docteur Paccard – Chamonix




  • Monument à Saussure et Balmat, gruppo scultoreo in bronzo rivolto verso il Monte Bianco, realizzato nel 1987 da Jules Salmson (fondeur: Siot), situato in place de Saussure a Chamonix (Département: 74 - Haute-Savoie; Région: Rhône-Alpes). Foto scattate in loco. Fonte dati didascalia: Monument à Saussure et Balmat – Chamonix

Ma visto che di alpinismo si parla, non si può non menzionare Paul Helbronner, l'uomo che su proposta dell'Académie des Sciences, nel 1938, ha dato il suo nome al picco del Monte Bianco, nelle Alpi Graie, e alla relativa stazione del tratto italiano della "funivia dei ghiacciai". Ecco l'alpinista, ingegnere, geodeta, in un autoritratto datato 1929 (http://www.helbronner.org/article.php3?id_article=17) . 



Opera suggestiva di grande ingegneria è la struttura di Punta Helbronner, trasparente e apparentemente leggera, in realtà sostenuta da 277 tonnellate di acciaio (Nuove Funivie del Monte Bianco - Fondazione Promozione Acciaio), parte del progetto di ricostruzione dell'antica funivia, realizzato con un intervento finanziario di circa 144 milioni di euro ("138 milioni impiegati direttamente per la realizzazione dell'opera e la parte restante per interventi su linee elettriche e viabilità": fonte ANSA). Nel 2025 ha chiuso con un utile di 3 milioni e 510.503 euro; il valore della produzione ammonta a 17 milioni e 371.480 euro (Notizia - Regione autonoma Valle d'Aosta). Da sottolineare l'elevato risparmio energetico grazie ai materiali scelti, agli impianti fotovoltaici e di recupero calore. Design con terrazze a sbalzo, prospetti come guglie rocciose, ispirato ai cristalli di ghiaccio, o a minerali come i cristalli ialini, fumé, di rocca, quarzi morioni, inseriti nel contesto naturalistico tenendo conto dell'impatto ambientale (Skyway Monte Bianco | Carlo Cillara Rossi). Cristalli che brillano e riluccicano, nella Sala Monte Bianco (a ingresso libero), con un papillotement diffuso implementato dai ghiacci perenni illuminati dai raggi del sole e dai riflessi di neve che passano attraverso le innumerevoli vetrate. Gioielli naturali trovati dai cristalliers, i cercatori di cristallo appunto, che però dal 2008 (legge regionale n. 10), per tutelare il patrimonio ambientale, è vietato raccogliere sul versante italiano di questo massiccio (I cristalli del Monte Bianco | Skyway Monte Bianco)
Sulla sommità, terrazze ove ci si può persino abbronzare su sdraie attorniati da vette... Monte Bianco, Dente del Gigante, Grandes Jorasses, Auiguille Noire et Aiguille du Midi... e più in lontananza, nei giorni tersi...  Monte Rosa, Cervino, Gran Paradiso... ed ecco la terrazza panoramica con vista a 360°, una sorta di corona regale apposta sul monte più elevato del territorio nazionale. Quel territorio nazionale unificato sotto la guida e l'egida dei Savoia, che a pochi chilometri da qui raggiungevano quella che oggi è la più piccola regione, a statuto speciale, la Valle d'Aosta, per battute di caccia e soggiorni di vacanza in alta quota. In particolare la Regina Maria José di Savoia, alpinista amante delle vette valdostane, sovente in villeggiatura nel castello di Sarre, scalò il Monte Bianco e il Cervino


 ...Queste quattro foto, parte dei documenti esposti in teche al Castello Reale di Sarre, ritraggono Maria José di Savoia, 
"la regina alpinista", presente sul territorio in vari momenti della sua vita...



La montagna certamente è fruibile da un'utenza turistica differenziata. Lo SkyWay Montebianco permette però di vivere un' experience sui ghiacciai che altrimenti sarebbe preclusa a molti, essendo citato tra le mete più pericolose al mondo (riporto il link della pubblicazione, tra le altre, uscita nell'anno di inaugurazione dello SkyWay, il 2015: Le 12 avventure turistiche più pericolose del mondo - Corriere.it.) Poiché "il viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi, quando lo ricordi", è questo uno dei piccoli-grandi antidoti alla 'povertà vitale', una ventata d'energia e uno sprone a non fermarsi, facendo di tutto per "vivre le plus". In virtù di questo, non esagero quando dico che un architetto o un ingegnere possono farsi benefattori dell'umanità consentendo a tutti di raggiungere il cielo...
Per chi invece decide di non avventurarsi all'esterno, o di lasciar dettare al corpo i tempi prima di esporsi al vento, per chi capita da queste parti in condizioni climatiche avverse, niente paura...ci sono molteplici punti di vista privilegiati, gironzolando qua e là. Punta di diamante all'interno è lo SkyVertigo: salendo qualche scalino, si passeggia su nuvole, rocce e neve, con la sensazione di camminare, scivolare e volteggiare su ghiaccio trasparente, immergendosi nel panorama sottostante e circostante in tutta sicurezza, su una piattaforma in vetro, sospesi nel vuoto. Sempre all'insegna della trasparenza, al Kartell Bistrot Panoramic, si può semplicemente prendere un caffè o fermarsi a gustare, tra le proposte gourmet, la polenta e fontina valdostana con carni, funghi o ratatouille, ammirando lo scenario mozzafiato a tutta parete, incorniciato e sostenuto da solido acciaio, resistente alluminio, caldo legno, cemento e vetro. Non dimentichiamo poi la "libreria più alta d'Europa", la Feltrinelli 3466, che propone percorsi tematici di montagna per grandi e piccini, "viaggiatori" oggi sempre più phygital, tra mondo reale, digitale, cartaceo.



...il nostro angolo di acclimatamento e scelta dell'abbigliamento (a strati),
 in base al clima, prima di uscire open air



...e questo è l'angolo dove abbiamo incontrato una mia alunna (e famiglia)
dell'anno scolastico in cui, insegnando francese alla Leonardo da Vinci di Perugia,
ero pure commissario interno agli esami di terza media, da lei superati insieme alla sua classe...









...E dunque, come si legge nella home del sito ufficiale (Skyway Monte Bianco), da studiare attentamente per poter fruire di tutte le opportunità in alta quota, "Preparati. Comincia l'ascesa. Skyway Monte Bianco non è solo una funivia, è un’esperienza: verticale, alpina, sostenibile, enogastronomica, culturale e anche surreale. Ti portiamo sul punto più alto d'Italia e il più vicino al Monte Bianco"...Un'esperienza che non finisce qui, a Punta Helbronner, dove di norma è consentito restare solo un'ora e 30 minuti, salvo prenotazioni al ristorante e tratta transnazionale. Per chi vuole e può, infatti, un "incontournable" è la Trans Mont Blanc, "aperta solo nel periodo estivo e quando il tempo lo consente", gestita dai francesi. Il biglietto si fa lassù. E se volete informazioni sul posto, almeno il giorno in cui siamo saliti noi, niente domande in italiano o francese, c'è chi vi risponderà in inglese. Meglio chiedere prima in presenza di carrozzina e altre esigenze particolari (info@compagniedumontblanc.fr -Tutti i giorni dalle 8:30 alle 17:00 si può telefonare: 04 50 53 22 75), per avere le misure e "le carte in regola", ivi compresa la carta d'identità valida per l'espatrio o il passaporto. "Da Punta Helbronner, attraverso la Trans Mont Blanc, il viaggio" quindi "prosegue, le funi della Compagnie du Mont Blanc solcano il ghiacciaio della Mer de Glace arrivando prima all’Aiguille du Midi e poi scendendo a Chamonix, dissolvendo il confine tra Italia e Francia, per unire due nazioni." Che, detto così, sembra semplice, invece va organizzato in anticipo, chiedendosi...con chi vado appesa alla fune, visto che non c'è il personale a bordo delle piccole cabine da 4 posti della Télécabine Panoramic Mont Blanc, sorvolando in autonomia per 35 minuti all'andata, facendo magari una sosta con visita a Chamonix attraverso la Téléphérique de l'Aiguille du Midi (20 minuti circa), poi 35 minuti al ritorno sopra quei 5 chilometri di picchi innevati, soli, lassù?! Minuti che possono essere meravigliosi, minuti che possono creare qualche "scompenso", minuti che possono trasformarsi in un incubo. La cronaca insegna...non succede, ma se succede come nel 2016 ( Guasto alla funivia sul Monte Bianco riparato, tutti salvi - Valle d'Aosta - ANSA.it ) ... gradirei avere accanto un alpinista che mi rassicuri, durante il viaggio o nell'attesa dei soccorsi internazionali (mio marito, atleta di pallavolo, soffre di vertigini ed è rimasto giù a Courmayeurpasseggiando tranquillamente in Val Ferret con il Golden Retriever senza la museruola, imprescindibile in funivia Skyway insieme al guinzaglioshop.montebianco.com/it/support/prices). Del resto siamo abituali frequentatori del mare, che adoro, e direi che nel prosieguo qualche domanda occorre porsela, sull'opportunità o meno, con un minore (fino a tre anni è vietato, sconsigliato sotto i 5, sopra i 5, come per gli adulti accompagnatori, verificare l'acclimatamento), di andare avanti ora, dovendosi inoltre affrettare.
Mi sono affacciata per vedere il punto di partenza, all'inizio di un breve corridoio a destra rispetto alla biglietteria, e ho avvertito quella sensazione dell'andare oltre, nell'ignoto e senza appigli, tuffandosi nel vuoto in un biancore diffuso...
Intanto siamo arrivati quassù, in vetta, a 3.466 metri, tra nuvole, neve, ghiaccio, cristalli, enogastronomia, libri, a un'altitudine che lascia senza fiato e fa girare la testa, in senso fisico e metafisico. 




...E poi Chamonix l'abbiamo già raggiunta su quattro ruote ieri, tutti insieme appassionatamente, passando attraverso il Traforo del Montebianco, e percorrendo 11 chilometri e mezzo dentro la montagna più alta d'Italia, ritrovandoci, senza traffico, in un battito di ciglia in Francia. Un'esperienza da fare anche questa! Dopo aver trascorso il tempo alla scoperta di questa cittadina storicamente legata ai benedettini della Sacra di San Michele e a Casa Savoia, nel pomeriggio abbiamo preso il famoso treno rosso che sale sulla rotaia "a cremagliera" fino alla stazione di Montenvers Attività - Ristorazione - Montenvers - Mer de Glace )dove lo sguardo si perde nel "mare di ghiaccio"...già,"la Mer de Glace"...













... Et le voyage continue...
AR ...voyage aller-retour... 
de tout cœur ...
à la prochaine fois

Percorso | Skyway Monte Bianco
 ...maintenant, je vous donne un petit aperçu...
au-delà de Pointe Helbronner, voici ce qu'il y a...👇cliquez ci-dessous👇
Télécabine Panoramic Mont-Blanc | Aiguille du Midi - Pointe Helbronner
Accès et plan - Se rendre à l'Aiguille du Midi - Chamonix




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